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Informativa sullo SPID (Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale)

Il Decreto Legge 16 luglio 2020, n. 76 “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale” è uno dei provvedimenti normativi più importanti degli ultimi anni e contiene disposizioni molto rilevanti in materia di digitalizzazione dell’attività amministrativa.
Il Decreto legge si pone l’obiettivo di giungere alla conclusione del percorso di trasformazione digitale avviato con il D.Lvo 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale -CAD), con provvedimenti volti a favorire la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni per garantire i diritti digitali dei cittadini ma anche per semplificare e rendere più efficiente l’attività delle Amministrazioni e dello Stato.
Se le PA devono erogare i loro servizi attraverso delle piattaforme digitali (sito istituzionale o App IO) è evidente la necessità di avere la certezza dell’identità di colui che, ad esempio, presenta un’istanza o richiede un servizio on line.
Il problema dell’identità digitale è così delicato che il legislatore ha ritenuto che non debba essere gestito autonomamente da ciascuna amministrazione ma che l’autenticazione per l’erogazione di servizio on line debba avvenire con strumenti centralizzati quali lo SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) e CIE (Carta d’Identità Elettronica).
In particolare l’art. 24 del Decreto “Semplificazioni” dispone l’equiparazione di SPID e CIE e indica il 28 febbraio 2021 quale data per lo switch off(spegnimento) delle modalità diverse di identificazione per l’accesso ai servizi online delle pubbliche amministrazioni da parte dei cittadini (nuovo art. 64, comma 3-bis, CAD).
L’idea è che non debba essere la singola amministrazione a rilasciare le credenziali di accesso ai propri servizi telematici ma che l’identità digitale dell’utente sia gestita da Identity Providers abilitati.
Una volta operata l’autenticazione con SPID il cittadino può accedere ai servizi della specifica amministrazione.

SPID cosa è e come si attiva
Lo SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) è il «sistema pubblico di autenticazione» che garantisce l’accesso, con una sola password, ai servizi della pubblica amministrazione italiana ma anche a quelli dei privati aderenti.
Semplice e sicuro, si può usare lo SPID da qualsiasi dispositivo: computer, tablet e smartphone, ogni volta che, su un sito o un’app di servizi, trovi il pulsante “Entra con SPID”.
Esistono tre livelli di sicurezza di SPID:

1. il primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso le credenziali SPID (nome utente e password scelti dall’utente);

2. il secondo livello, dedicato ai servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore (come quelli fiscali), permette l’accesso attraverso le credenziali SPID e la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password) o l’uso di un’app, fruibile attraverso un dispositivo (lo smartphone, ad esempio);

3. il terzo livello prevede, oltre alle credenziali, l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di eventuali dispositivi fisici (la smart card, ad esempio) che vengono erogati dal gestore dell’identità.

Per avere lo SPID bisogna essere maggiorenni ed avere:
• un indirizzo e-mail;
• il numero di telefono del proprio smartphone;
• un documento di identità valido;
• la tessera sanitaria con il codice fiscale.
Per il rilascio dello SPID ci si deve registrare sul sito di uno dei gestori di identità digitale accreditati che effettueranno il riconoscimento prima del rilascio della identità SPID.

Il riconoscimento può avvenire secondo una delle seguenti modalità:
 Riconoscimento di persona negli uffici abilitati (video tutorial AGID)
 Riconoscimento on line con CIE, CNS e firma digitale (video tutorial AGID)
 Riconoscimento via webcam (video tutorial AGID)
Una volta ottenuto, l’utilizzo di SPID è gratuito per il cittadino.

Vantaggi per gli utenti
Il cittadino ha il vantaggio di non dover ricordare credenziali diverse fornite da diverse amministrazioni (scuole dei figli, INPS, Agenzia delle entrate, etc.) ma di usare le stesse credenziali per l’accesso ai servizi di qualunque amministrazione.
Il cittadino ha poi il vantaggio che l’identificazione con SPID consente agli utenti di poter vedere tutti i documenti associati alla propria anagrafica e di poter inviare istanze e dichiarazioni con pieno valore legale.

SPID: cosa devono fare le pubbliche amministrazioni
A partire dal 28 febbraio 2021 è quindi fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di rilasciare o rinnovare credenziali per l’identificazione e l’accesso dei cittadini ai propri servizi in rete diverse da SPID, CIE o CNS. Potranno essere utilizzate le credenziali rilasciate in precedenza fino alla loro naturale scadenza e comunque non oltre il 30 settembre 2021.Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, poi, sarà stabilita la data a decorrere dalla quale le pubbliche amministrazioni utilizzeranno esclusivamente le identità digitali anche per consentire l’accesso delle imprese e dei professionisti ai propri servizi online. E’ evidente che lo switch off del 28 febbraio ha avuto un impatto immediato per le amministrazioni che già fornivano servizi on line all’utenza e che si sono dovute affrettare a garantire l’accesso a tali servizi anche mediante autenticazione SPID e CIE.
Le stesse amministrazioni sono ora impegnate ad operare, entro il 30 settembre 2021, il passaggio dalle vecchie credenziali.

Organizzazione

URP

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